IL GIOCO DEL PONTE

Origini, storia, evoluzione dalle origini ai giorni nostri


LE ORIGINI

Parlare delle origini del Gioco del Ponte è un'impresa molto difficile, in quanto, nel corso dei secoli, varie sono state le ipotesi, le deduzioni e gli studi cui tanti appassionati della materia si sono dedicati. Infatti le origini del nostro Gioco si perdono nella notte dei tempi e sono le più svariate. Possiamo solo avanzare alcune ipotesi, basate prevalentemente su antiche leggende e tradizioni. Alcuni ritengono i Greci, probabili fondatori di Pisa, i primi celebratori del Gioco, da loro istituito a ricordo e somiglianza di quelli che si svolgevano nella loro Patria di origine; altri pensano ad una origine romana, ad una manifestazione istituita dall'imperatore Nerone o Adriano. Un altro fatto ci può ricondurre ad un episodio avvenuto nel 1005, quando la città, assalita dai Saraceni guidati da re Musetto, fu salvata grazie ad una giovane donna pisana, di nome Chinzica, la quale riuscì a dare l'allarme, salvando la città dalla distruzione. Per ricordare questo scampato pericolo, si dice che i pisani avessero preso l'usanza di disputare una finta battaglia. L'interpretazione più attendibile, però, è quella MEDIEVALE, la quale ritiene che, all'epoca della gloriosa Repubblica Marinara, il popolo pisano avesse preso l'uso di disputare questa finta battaglia per fare in modo che i suoi soldati fossero sempre ben allenati e non 

trascorressero il tempo tra una conquista e l'altra nell'ozio e nell'inattività che ne avrebbe fiaccato fisico e mentalità.  Qualunque sia stata l'origine del Gioco, il nome di esso viene accertato come punto di partenza: si giocava su un ponte e si chiamava "Giuoco del Ponte". In origine però, la situazione non era proprio questa: il Gioco non si svolgeva su un ponte ma su piazze cittadine ed acquisì il nome di "Giuoco del Ponte" solo verso la fine del XV° secolo, quando cominciò ad essere effettuato sul Ponte di Mezzo, allora Ponte Vecchio.
Qualunque sia stata l'origine del Gioco, il nome di esso viene accertato come punto di partenza: si giocava su un ponte e si chiamava "Giuoco del Ponte". In origine però, la situazione non era proprio questa: il Gioco non si svolgeva su un ponte ma su piazze cittadine ed acquisì il nome di "Giuoco del Ponte" solo verso la fine del XV° secolo, quando cominciò ad essere effettuato sul Ponte di Mezzo, allora Ponte Vecchio. Il primo periodo di cui abbiamo notizie storiche certe, è quello denominato del "MAZZASCUDO", che si svolgeva, in più giornate, tra Natale e Carnevale, nell'antica Piazza degli Anziani (attuale Piazza dei Cavalieri) Vari combattenti si sfidavano prima in singoli duelli, poi, riuniti in squadre che portavano i nomi delle antiche Società d'Armi cittadine (Cervo Nero, Gallo, Drago, ecc.). I cavalieri in lotta portavano corazza ed elmo, imbracciavano un robusto scudo e si colpivano con una mazza di legno (da cui il nome di MAZZA-SCUDO). Il fine ultimo della battaglia era la conquista del campo avversario. L'ultimo giorno dei festeggiamenti avveniva lo scontro finale, quello più atteso: la città si divideva in due fazioni, quella del GALLO e quella della GAZZA, che si affrontavano con alla testa i loro vessilli. Si affrontavano in uno scontro collettivo piuttosto violento, che terminava con la resa della Parte sconfitta. Il Gioco del "Mazzascudo" (chiamato appunto così in quanto i combattenti avevano come uniche armi una "mazza" per offendere ed uno "scudo" a protezione) durò, con le stesse modalità, fino al 1406. Successivamente, con la caduta della Repubblica e l'avvento del dominio da parte di Firenze, iniziò per Pisa un periodo buio e di decadenza, e per circa 160 anni, di giocare al "Mazzascudo" non si parlò assolutamente più. Solo nel 1568, con l'avvento di Cosimo I° dei Medici, Granduca di Toscana, iniziò a rivivere questa antica tradizione, anche se con 
numerose modifiche rispetto alle edizioni del passato. Il "teatro" della manifestazione non fu più la Piazza degli Anziani bensì' il Ponte Vecchio; le due fazioni cittadine presero il nome che tutt'oggi conservano di TRAMONTANA e MEZZOGIORNO, la battaglia era collettiva: 12 squadre (6 per Parte) si affrontavano in un unico scontro, i combattenti avevano una armatura pesante e per arma solo il "Targone". Sono molte le memorie pervenuteci, sia manoscritte che stampate, nelle quali sono riportati non solo gli esiti dei combattimenti, ma anche le strategie militari ideate. Imponente era anche la Parata dei due Cortei, la così detta PARATA delle ARMI. Nei secoli successivi, soprattutto nel '600, il Gioco del Ponte continuò a svolgersi quasi ogni anno. Agli inizi del XVII° secolo si instaurò anche l'usanza di far disputare, il giorno 17 gennaio, festa di S. Antonio abate, una "Battagliaccia" o "Battaglia dei Ragazzi", fra gente nuova del Gioco, che voleva essere una fase preliminare e preparatoria al Gioco vero e proprio.